Milano, la sconosciuta città…

Milano, di rado mi è capitato di provare a camminare per questa città così grande e sconosciuta a me. Camminavo per i navigli, il vento accompagnava ogni mio passo. Guardavo l’acqua formare delle piccole onde, mi sarebbe piaciuto perdermi con lo sguardo in ogni sua increspatura, ma dovevamo andare. Lei mi teneva sottobraccio anche se eravamo sconosciuti a noi stessi. Abbiamo provato a cercare vie che probabilmente non erano nemmeno della zona, eppure eravamo sereni. Il freddo penetrava nei giubbotti e sulle gambe. Né lei né io eravamo pronti ad una passeggiata per Milano, però questa era l’unica cosa che ci attraeva. Ci fermammo in un bar. Un localino piccolo, con aria amichevole, quei piccoli posti con qualche tavolino dentro e qualcuno fuori. Ci sedemmo fuori anche se il freddo era intenso perché lei voleva fumare e lui acconsentì senza problemi, noto che nonostante la sua scelta lei sentì il bisogno di scusarsi. Ricordo che anche il cameriere rimase allibito dalla nostra decisione eppure si apprestò ad apparecchiarci il tavolo. Ci portò dei bicchieri per l’acqua e diede a lei il posacenere di carta contenente caffè spiegandole che non era da usare come guarnizione per qualche tipo di torta come qualcuno aveva furbamente fatto. Ordinammo una Blanche per lei ed una cioccolata con panna per me, so che come scelta è un po’ poco elegante però era un rimedio contro il freddo. Bevemmo con calma intanto che parlavamo, ci conoscemmo. Finito di bere ed aver aggiunto commenti poco positivi sul rispettivo bere ci incamminammo verso l’auto. Il freddo ormai era diventato parte integrante dei piedi e del viso, tanto da arrossirmi il naso. Salimmo sulla macchina e la accompagnai sotto casa. Ci fermammo in un parcheggio adiacente al palazzo. Ci abbracciammo e, dopo che lei si sedette su di me, mi mise della crema sulle mani e me le massaggiò, la tenerezza. Ci abbracciammo intensamente e ci scambiammo dolci effusioni, teneri baci che partivano dalla base del collo ad arrivare al tenero morso del labbro. Il tempo però passava e sia lei che io dovemmo rientrare, il tempo che lei si fumò un’ultima sigaretta e ci incamminammo verso il suo cancello. Gli ultimi baci e poi il cancello si chiuse, si allontanò e rimandammo istanti al prossimo incontro in quella Milano, che poi così sconosciuta non mi è più…003

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